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Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - F.P.L.P. movimento fondato da George Habash nel '67 di Giancarlo Lannutti - LIBERAZIONE - 19 ottobre 2001 Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina è una delle organizzazioni "storiche" dell'Olp, la seconda - in ordine di tempo, ma anche di importanza politica - dopo Al Fatah; e dunque la sfida lanciata con l'uccisione del ministro Zeevi (1) alla linea e all'autorità di Yasser Arafat, seppure non nuova, è per il presidente dell'Anp particolarmente delicata e difficile da gestire. Fondato nel dicembre 1967 da George Habash, intellettuale cristiano nativo di Lod, laureato in medicina all'Università americana di Beirut, il Fplp ha fatto fin dai suoi inizi professione di marxismo, con una certa tenenza al dogmatismo dottrinario che gli ha fruttato in passato la etichetta di "filo-cinese" (Habash era solito del resto autodefinirsi "un marxista asiatico"). Profondamente convinto che la rivoluzione palestinese avrebbe potuto affermarsi solo nel contesto di una più vasta rivoluzione araba, il gruppo dirigente del Fplp ha sempre assunto posizioni intransigenti, rifiutando le cosiddette "tappe intermedie". Il suo slancio rivoluzionario e la sua collocazione a sinistra gli hanno assicurato - e gli assicurano tuttora - una effettiva base popolare; nei territori occupati ha potuto costruire fin dagli anni '60 una solida rete clandestina di guerriglia, seconda solo a quella di Al Fatah, soprattutto nella striscia di Gaza. Sul piano operativo più generale, il Fplp ha perseguito la lotta a oltranza con ogni mezzo, incluso il terrorismo e per molti anni la sua azione è stata caratterizzata da quelle che venivano definite le "operazioni esterne", cioè al di fuori del territorio palestinese occupato (ivi incluso Israele), con particolare riferimento ai dirottamenti aerei. (2) Tra le più clamorose azioni del Fronte ricordiamo la strage all'aeroporto di Lod nel maggio 1972, con 24 morti e 77 feriti, ad opera di tre terroristi dell'Armata rossa giapponese con la quale - come del resto con la Banda Baader-Meinhof in Germania - il Fplp aveva rapporti di collaborazione; il dirottamento su Entebbe nel giugno 1976 di un aereo della Air France con oltre cento passeggeri israeliani, cui fece seguito il famoso blitz nella capitale ugandese delle forze speciali di Tel Aviv; ed anche il dirottamento simultaneo, nel settembre 1970, di quattro aerei della Pan Am, Swissair, British Airways ed El Al, che fu uno dei motivi scatenanti dell'attacco alla Resistenza palestinese da parte di re Hussein passato alla storia come il "Settembre nero". In linea con la visione strategica sopra accennata, infatti, il Fplp (ma non solo esso) teorizzava la necessità di "fare di Amman la Hanoi della rivoluzione palestinese", il che non poteva ovviamente non provocare la reazione del regime hascemita. Da tutto ciò è scaturito un costante confronto con Al Fatah e con Arafat, che ha portato più volte il Fplp ad uscire, o ad essere sospeso, dagli organismi esecutivi dell'Olp. Dopo l'esodo dei palestinesi da Beirut - estate 1982 - il Fplp e le altre organizzazioni critiche verso Arafat si insediarono a Damasco; qui alla fine del 1993 il Fplp fu tra i promotori del cosiddetto "cartello dei dieci", contrario agli accordi di Oslo e al quale aderivano altri gruppi della sinistra palestinese e filo-siriani, insieme agli integralisti di Hamas e della Jihad islamica; per questo ha sempre rifiutato di partecipare alle istituzioni dell'Autorità nazionale palestinese. Nell'aprile 2000 Habash si è ritirato per ragioni di salute e gli è succeduto Abu Ali Mustafa, ucciso dagli israeliani due mesi fa. Da due successive scissioni del Fplp sono nati il Fronte democratico per la liberazione della Palestina e il Fronte popolare - comando generale. Quest'ultimo nato nell'ottobre 1968 e diretto dall'ex-ufficiale siriano Ahmed Jibril, è sempre stato sostanzialmente uno strumento della politica di Damasco. Il Fdlp invece (denominato all'inizio Fronte democratico popolare) venne fondato nel febbraio 1969 da Nayef Hawatmeh, anch'egli cristiano, nativo di Salt in Giordania; di orientamento ufficialmente marxista-leninista, è stata la prima organizzazione palestinese a ricercare un rapporto con la sinistra non sionista in Israele, e nel 1974 Hawatmeh fece scandalo (in campo palestinese) rilasciando una intervista al giornale israeliano "Yedioth Aharonot". Anche il Fdlp ha aderito al "cartello dei dieci", criticando tuttavia non il dialogo con Israele quanto il contenuto troppo limitato degli accordi di Oslo e la loro gestione. Ha anch'esso base a Damasco. Fino al 1982, quando si ricostituì formalmente il Partito comunista palestinese (Pcp), il Fdlp di Hawatmeh si considerava la "casa naturale" dei comunisti in seno all'Olp. Oggi che il Pcp si è trasformato (con il congresso del 1991) in Partito del popolo palestinese, continuando però a chiamarsi al socialismo scientifico, fra le due organizzazioni - come anche con il Fplp - esistono positivi rapporti di collaborazione, soprattutto a livello di base, benché il Pcp sia per così dire "interno", pur in modo marcatamente critico, alle strutture dell'Anp. Giancarlo Lannutti NOTE 1. L'uccisione di Zeevi è stata decisa dichiaratamente dall'Fplp in risposta all'assassinio del proprio leader Abu Ali Mustafa ad opera di Israele, secondo la prassi terrorista delle 'eliminazioni selettive'; Zeevi era il rappresentante più oltranzista della compagine governativa israeliana, "parcheggiato" al Ministero - relativamente secondario - dell'istruzione un po' come da noi Bossi o Fini (n.d. G. Ellero) 2. Qui Lannutti "accusa" l'Fplp di "terrorismo": "Datemi i vostri F-16 e smetterò di dirottare aerei", risponderebbe a Lannutti e a Sharon l'Fplp (n.d. G. Ellero) |