Sent: Monday, November 12, 2001 5:33 PM

Appello per la Palestina

La posta in gioco nel principale conflitto del Medio Oriente sta diventando decisiva per le sorti della pace e della guerra nel mondo. A nessuno sfugge che le bombe e i missili che cadono oggi sull'Afganistan e che potrebbero colpire anche altri paesi arabi o islamici, rappresentino l'inizio di una escalation che investirà le relazioni tra i paesi occidentali, i paesi islamici e il mondo arabo.

Sono molte, troppe, le ferite aperte che invocano giustizia e che continuano a provocare massacri, disperazione e ribellione nei popoli. Tra queste spicca la repressione israeliana della resistenza palestinese che arriva ad equiparare l'Intifada, un movimento di liberazione nazionale, con il terrorismo.

Non è più rinviabile l'applicazione di ben 268 risoluzioni dell'ONU sul diritto dei palestinesi ad avere un proprio Stato indipendente e pienamente sovrano, sul ritorno dei profughi disseminati nei campi in molti paesi mediorientali (basti pensare a Sabra e Chatila ), sulla cessazione dell'occupazione militare e lo smantellamento degli insediamenti coloniali israeliani.

Il grido della Palestina, amplificato dalla conferenza mondiale di Durban e dalla resistenza quotidiana della popolazione all'occupazione israeliana, va raccolto e rilanciato in ogni paese. Questa occupazione deve cessare subito, così come devono cessare gli assassinii dei dirigenti e dei militanti della resistenza palestinese; i prigioneri politici palestinesi vanno liberati; l'attuale primo ministro israeliano Sharon deve essere giudicato in un tribunale per i crimini di guerra di ieri (Sabra e Chatila) e di oggi.

Come associazioni, comitati, sindacati che lavorano da tempo sulla Palestina ed anche in progetti di solidarietà nei territori palestinesi occupati tesi a dotare la popolazione e le organizzazioni popolari di servizi scolastici, sanitari e sociali devastati dalle incursioni militari e dall'occupazione israeliana, riteniamo che la solidarietà con il popolo palestinese non possa più essere un compito di alcuni, ma debba diventare una priorità di tutti e permeare le mille forme di iniziativa e di comunicazione messesi in moto prima e dopo Genova. E' una questione che deve rientrare con forza dentro l'elaborazione e la mobilitazione dei Social Forum, dei comitati contro la guerra, del sindacalismo di base e della sinistra nel suo complesso.

Riteniamo inoltre che l'attenzione e il sostegno internazionale alla Palestina non possano diventare il terreno di scambio tra la presunta disponibilità delle potenze occidentali a riconoscere uno "Stato palestinese" e la complicità con i bombardamenti sull'Afganistan, sull'Iraq o su altri paesi. E' uno scambio che innanzitutto i palestinesi hanno già rifiutato.

Lanciamo un appello a riprendere il confronto e la mobilitazione sulla Palestina attraverso la costituzione del FORUM PALESTINA che mantenga e valorizzi le iniziative già in corso e si attivi per promuovere ovunque sia possibile dibattiti, incontri, delegazioni, campagne di concreta solidarietà, informazioni sulla situazione palestinese, solleciti ed incalzi anche iniziative parlamentari.

Invitiamo tutti a lavorare affinchè al più presto nel nostro paese si giunga ad una grande manifestazione nazionale a sostegno dell'Intifada e della causa palestinese.

Roma, 6 ottobre 2001

Prime adesioni: Convoglio di Solidarietà Internazionalista "Giorgiana Masi", Tribunale Clark, Radio Città Aperta, CUB/Scuola,Unione Popolare, Associazione Progetto Diritti, Centro Sociale "Intifada", Associazione "Radici", Coord. Donne delle RdB, Laboratorio Hurriya (Università Roma), Fulvio Grimaldi (giornalista Liberazione), Giovanni Russo Spena (deputato PRC), Paolo Cento (deputato Verdi), Bassam Saleh (Comunità Palestinese), Adriana Spera (cons.comunale PRC, Roma)

Costruiamo una prima giornata nazionale di iniziativa in tutte le città dove è possibile

Per le adesioni all'appello o per discuterne:

forumpalestina@libero.it, Tel. 06-4468208; 06-4393512


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