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R O M A
17 e 18 novembre 2001
CONVEGNO NAZIONALE
CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA
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Relazioni, interventi e atti del convegno
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Intervento del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina - FPLP
Cari compagni,
Vi saluto tutti e Vi ringrazio per questa iniziativa e per averci dato l'occasione di far sentire la nostra voce, in modo che possa dare un contributo al vostro dibattito con la speranza di poter ascoltare anche il Vostro punto di vista su quest'ultimo.
Cercherņ di illustrare la realta' palestinese, trattando l'anima, il nocciolo delle questioni; partendo dalle cause per arrivare ai risultati.
L'Intifada palestinese e' la cima di un conflitto continuo ed aperto e da questa importanza della natura dell'Intifada, dobbiamo visionarne l'organizzazione intellettuale all'interno del processo storico e la sua missione come risultato e lezione.
I Punto : L'Intifada e' un movimento di azione o reazione ?
Mostrare l'Intifada solo come rabbia popolare significa minimizzarla e toglierla dal contesto di conflitto storico sulla terra della Palestina, dal processo storico di lotta nazionale, panaraba ed umana.. Essa un conflitto storico tra il progetto progressista panarabo e il progetto imperialista sionista e non una rivolta causata da iniziative tipo la camminata di Sharon alla spianata di Al Aqsa.
I motivi del conflitto sono molto piu' profondi di quanto non possa sembrare ad una prima lettura superficiale. Non potendo annullare la legge di accumulo delle contraddizioni, l'Intifada si presenta come il riflesso di tale 'legge', pertanto non si puņ vederla solo come reazione alle semplici provocazioni.
In realta' l'Intifada e' un'azione rivoluzionaria, e' parte integrante di un movimento complessivo che tocca tutta la gamma di conflitto nel tempo e nello spazio e conferma alla coscienza collettiva palestinese la realta' che il nemico cerca di affermare, riorganizzando il proprio progetto regionale con l'adeguamento al nuovo ordine mondiale, la propria volonta' di mettere mano sulle ricchezze e sulla liberta' stessa della nazione araba e del popolo palestinese.
II Punto: L'Intifada e' una manifestazione di disperazione senza confine o speranza senza confine ?
L'Intifada ha rappresentato un momento cruciale, a livello palestinese e arabo, riportando il conflitto al punto di partenza. Oggi i dirigenti israeliani dicono "...pensavamo di aver chiuso, con gli accordi di Oslo, il fascicolo dell' indipendenza di Israele; invece ci troviamo di fronte alla guerra di liberazione della Palestina ...".
Oggi si puo' parlare del fallimento del tentativo di piegare il popolo arabo tramite accordi o negoziati che hanno l'obiettivo di abbassare la soglia di resistenza e diffondere la disperazione con l'intento di far progredire il progetto sionista.
I valori radicati nel popolo palestinese e arabo hanno potuto ribaltare la situazione e fondare una cultura di volonta', di generosita' e di giustizia.
III Punto: L'Intifada e' una rivoluzione immigrata o una rivoluzione residente ?
Questa Intifada e' una continuazione della Intifada dell'87. Questo vuol dire che nell'inconscio popolare l'Intifada non e' mai finita e nessuno si e' piegato ai dettami imperialistici globalizzanti.
Nella prima Intifada e' stato colpito il concetto del popolo che si puo' sradicare e quello della rivoluzione che si puo' estraneare, confermando che la rivoluzione e' fatta di popolo che vive sulla propria terra e puo' morire difendendola creando un proprio movimento politico, fondando un'azione politica che partorisce la sua nuova Intifada, i suoi combattenti ed i suoi dirigenti. Ed al contrario dell'onda globalizzante che vuol sciogliere I confini del profitto e dell'autodeterminazione, il popolo palestinese vuole che questi confini ci siano e siano ben saldi, incluso il confine di un suo stato producendo una conflittualita' fondamentale con l'occupante, senza trascurare le proprie contraddizioni interne.
IV Punto: L'Intifada e' una difesa distruttiva o una difesa costruttiva?
La difesa, la resistenza, sono stati gli anticorpi che hanno impedito al progetto sionista di realizzarsi durante il secolo passato. Un secolo in cui la resistenza palestinese era una vittima debole, come la vuole il nemico, a differenza di oggi che abbiamo una resistenza globale, che sta in piedi ed e' riuscita a rendere l'occupazione troppo costosa economicamente, politicamente, moralmente e militarmente. Si e' creato, per certi versi, un equilibrio del terrore: da una parte carri armati, missili, aerei da guerra; dall'altra parte azioni di guerriglia nel cuore della sicurezza sionista ed azioni Kamikaze. Da una parte l'assassinio dei leader politici palestinesi e dall'altra l'eliminazione di dirigenti sionisti di primo piano come il ministro sio-nazista Zevi. Cio' implica la possibilita' di rompere la forza sionista.
V Punto : La fine del conflitto o una nuova rinascita ?
Pensando a cio' che abbiamo appena detto si apre nell' orizzonte storico un progetto progressista che nega fortemente "la fine della storia" e afferma un insieme di valori: la forza della giustizia, la forza della volonta', l'azione resistente, il pensiero collettivo, la forza della speranza ed il movimento d'azione ...Sono tutti valori che hanno realmente impedito la penetrazione del progetto sionista imperialista globalizzato nel mondo arabo. Tutti i tentativi imperialistici di sottomettere la regione araba e creare un Medio Oriente alternativo, sono falliti e si vede all'orizzonte la formazione di un controprogetto che e' iniziato con l'Intifada; Intifada che attraversera' i confini e provochera' nella massa popolare araba un'ondata di antimperialismo, che seppellira' l'opzione di pacificazione per sempre aprendo nuovi orizzonti verso la lotta e la liberazione. Il boicottaggio politico ed economico verso Israele non puo' essere disgiunto dal mettere a repentaglio tutti gli interessi americani da un'Intifada popolare araba. E' una fase di nuova rinascita in cui l'Intifada e' il primo obiettivo da eliminare a livello mondiale.
Punto VI : Bisogna stare attenti alla capitolazione dell'Intifada.
La continuita' dell'Intifada ha mostrato il vero volto del sistema imperialista e la sua sacca sionista, dimostrando che questo sistema non deve piu' parlare di diritti umani e di pace, democrazia, giustizia perche' in Medio Oriente la politica imperialista e' rimasta tale sia nel processo di pacificazione che nelle aggressioni, ed in primo luogo gli Stati Uniti d'America difendono tenacemente il razzismo, la criminalita'e il terrorismo dello stato sionista. Dopo l'11 Settembre continuano la loro aggressione contro l'Afghanistan ed il suo popolo, (mantenendo sempre un occhio vigile sull'Intifada) con il pretesto di volere la testa di Bin Laden e camuffando il fatto che la vera testa che vogliono e' la ricchezza e la liberta' dei popoli. La prima testa richiesta dagli USA e' l'Intifada e tutto cio' che rappresenta di pericoloso per i suoi interessi.
Gli USA oggi cercano di ingannare il popolo palestinese con la promessa di uno stato, inserendo tutte le nostre organizzazioni politiche nel loro elenco di organizzazioni terroriste, e considerano l'Intifada un terrorismo studiato, dando man forte a Sharon nel portare avanti la sua aggressione contro la gloriosa resistenza.
Questa isteria americana pretende di trasformare gli stati in posti di blocco di polizia, guidati dall'FBI per inseguire i "terroristi", minacciando stati che appoggiano la resistenza ed hanno addirittura dei terrori occupati, come la Siria ed il Libano.
Punto VII : Verso una politica pratica ed adeguata.
Siamo in un mondo di giungla, questo mondo della globalizzazione imperialista ci portera' anni luce indietro e bisogna affermare l'altro polo nell'equazione con una politica pratica.
1. Considerare l'occupazione e la guerra come la massima forma di terrorismo.Quello che rappresenta l'occupazione sionista, di razzismo, di pratica fascista, di pulizia etnica, di isolamento ed assassinio ed aggressioni verso l'uomo, la terra, le piante - nega totalmente la possibilita' dell'esistenza di una guerra pulita o di una occupazione democratica e civile o di una occupazione legittima. Quindi le occupazioni sono occupazioni in quanto tali, e la resistenza, con ogni mezzo possibile, e' una legittima difesa.
2. Formare un movimento popolare internazionale che smascheri la faccia reale della guerra imperialista e l'occupazione sionista, distinguendo fra la resistenza ed il terrorismo, facendo un congresso mondiale popolare e di movimenti e partiti non governativi che si faccia portatore del caso.
3. Continuare a lottare contro il sionismo ed i suoi protettori, come fenomeno razzista e condannare la criminalita' sionista e imperialista .
4. Chiedere la protezione popolare internazionale del popolo palestinese e sostenere i palestinesi che lottano per affermare la loro autodeterminazione, il ritorno dei profughi deportati da mezzo secolo ed il ritiro israeliano da parte del Sud del Libano (le fattorie di Shaba) e dal Golan siriano.
5. Guardiamo al Vostro incontro come ad un primo mattone verso la creazione di un ambiente popolare che si globalizzi nella solidarieta', per la pace e la liberta', in questo modo riusciremo a conservare in questo mondo un certo equilibrio che metta fine alle aggressioni imperialiste ed al loro braccio armato NATO.
Vi promettiamo che saremo fedeli alla lotta condotta in modo attivo con i suoi contenuti internazionalisti.
F.P.L.P. Maruan --- 11/11/01
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