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Intervento del Partito Comunista Operaio e Contadino del Pakistan (CMKP)
L'accerchiamento imperialista, dalla Jugoslavia all'Afghanistan
Il petrolio dell'Asia centrale: la grande partita a scacchi
Introduzione
I recenti attacchi agli USA hanno provocato un intenso dibattito ed una ricerca di risposte, non solo negli Stati Uniti, ma anche nel movimento comunista. Il presunto coinvolgimento di Osama bin Laden e dei Talebani ha creato una nuova curiosità sull'Afghanistan ed il suo vicino Pakistan. La gente si chiede: "qual'è la natura di questi regimi?" "Dobbiamo credere ai media borghesi circa la natura barbarica dei Talebani?" "E' questo nuovo movimento 'Islamico' un movimento antimperialista?" "Se no, qual'è la posizione del movimento antimperialista in Afghanistan ed in Pakistan?" e la domanda più importante: "Cosa si deve fare?"
La Contraddizione Principale
Il punto di vista del CMKP (il Partito Comunista degli Operai e dei Contadini) è che questa epoca storica mondiale, dominata dall'imperialismo, non può essere compresa senza comprendere che un accerchiamento militare imperialista - portato dalla Jugoslavia fino all'Afghanistan - si sta realizzando attorno alle Repubbliche petrolifere dell'Asia centrale. Questo anello è una parte della nuova 'Grande Partita' per accaparrarsi le risorse petrolifere dell'ex-URSS.
La natura stessa del capitalismo monopolista rende inevitabile la costituzione di blocchi militari-politici-economici. Impossessarsi di nuovi mercati e delle materie prime è una questione di vita o di morte per l'imperialismo: il sistema deve estendersi o morire. Lenin chiamava questa la legge dello sviluppo ineguale del capitalismo. Questa rivalità feroce conduce inevitabilmente a delle guerre.
La scomparsa del socialismo nel paese di Lenin e Stalin, nel 1991, ha fatto nascere nuovi mercati e quindi una lotta per la loro conquista. L'imperialismo vi si è gettato sopra come un lupo sulla sua preda. I più aggressivi, gli imperialisti USA, hanno iniziato un accerchiamento militare delle vecchie repubbliche sovietiche ricche di petrolio. Ogni tappa ha avuto il suo nome: guerra contro il terrorismo, guerra contro la Serbia, la guerra in Cecenia, in Daghestan, la Siria...tutto fa parte della stessa campagna che mira a rafforzare l'impero globale dell'imperialismo USA.
Per sgomberare il campo dalle mistificazioni, dai tentativi di lavaggio del cervello, per separare la menzogna dalla realtà, l'ipocrisia dalla sincerità, è importante ripercorrere brevemente la storia dell'Afghanistan e del Pakistan.
Afghanistan e Pakistan: un po' di storia
Durante l'epoca coloniale, l'Afghanistan era uno stato-cuscinetto tra l'India Britannica e la Russia Zarista. I colonialisti non erano interessati a cambiare la struttura di classe dell'Afghanistan per creare il capitalismo. Erano più interessati a mantenere questa regione (inclusi il Baluchistan e la Provincia della Frontiera Nord-Ovest in Pakistan) come un avamposto militare dell'Impero Britannico. I colonialisti Britannici hanno raggiunto questa regione del sub-continente solo nel XIX° secolo e da quel momento la Guerra per l'Indipendenza del 1857 aveva cambiato molte delle loro idee sulla governabilità dell'area. Conclusero che una delle ragioni principali del cosiddetto "Ammutinamento" era stata che avevano cercato di trasformare troppo e troppo velocemente il sistema politico ed economico del sub-continente. Da questo momento, furono molto più cauti e cominciarono ad appoggiare molti capi, costumi e tradizioni tribali e feudali affinché quest'area rimanesse più a lungo possibile leale all'Impero Britannico. Questa veniva chiamata "Ingegneria Politica". Il risultato fu che il capitalismo si sviluppò in maniera molto lenta in queste regioni (Afghanistan, Baluchistan e la Provincia della Frontiera Nord-Ovest in Pakistan) dove il modo di produzione è rimasto tribale e/o feudale.
Dopo l'epoca coloniale (sotto il giogo britannico), il modo di produzione feudale è cambiato di poco. Lo sviluppo capitalista si limita al commercio e ad una produzione ristretta. Gli investimenti stranieri, che avrebbero potuto creare la classe capitalista e quella operaia, sono insignificanti. Il principale fattore di modernizzazione viene dall'influenza dell'URSS. L'aiuto generoso dei Sovietici contribuisce a fondare delle città prospere e moderne. La maggior parte delle infrastrutture - ivi compresi aeroporti, strade, università, ospedali ecc - vengono costruite con l'aiuto dell'URSS. Ma politicamente, l'Afghanistan resta nelle mani d'una monarchia costituzionale.
Gli aiuti dell'URSS non svilupparono una borghesia nazionale, ma solo un'intellighenzia progressista filo-sovietica che aspira a delle riforme democratiche. D'altra parte, la maggior parte dei contadini continuano a vivere in una schiavitù feudale e tribale. Disequilibrio inevitabile, visto il modo di produzione feudale prevalente nel paese.
Quando il Partito Democratico Popolare Afgano (PDPA) rovescia nel 1978 il re Daoud (che è, in effetti, il primo ministro autoproclamatosi re dopo la fuga di re Zaher Chah nel 1973, ndr), i dirigenti feudali e tribali hanno paura di dover rinunciare alla loro sanguinosa dominazione. L'ala rivoluzionaria del PDPA è diretta da Noor Muhammad Taraki e Hafeezullah Amin. Si chiama Khalq (Popolo), dal nome del suo giornale ed è favorevole alla riforma agraria ed alla modernizzazione. L'ala revisionista ed opportunista del PDPA, diretta da Babrak Karmal è chiamata Parcham (Bandiera), spinge per una politica di moderazione verso i feudatari. Una volta preso il potere, il PDPA (principalmente il Khalq) vara diverse leggi che dimostrano la natura democratico-rivoluzionaria del PDPA.
Quasi subito, il PDPA si ritrova coinvolto in un conflitto tra superpotenze. A partire dal Pakistan, gli USA si mettono ad armare e a addestrare i moujahiddin. Nello stesso Pakistan, sostengono la sanguinosa dittatura militare islamica del generale Zia ul-Haq e, in nome dell'Islam, ricorrono alla forza per distruggere i movimenti democratici popolari e socialisti tanto in Afghanistan che in Pakistan.
Osama bin Laden, così come tutti gli altri integralisti islamici (compresa l'Alleanza del Nord), viene addestrato dagli imperialisti e dalle loro marionette dell'Arabia Saudita. Nel dicembre 1979, i carri armati sovietici penetrano in Afghanistan ed installano al potere Babrak Karmal ed il Parcham, che era meno popolare del Khalq all'interno del PDPA. I revisionisti sovietici liquidano i rivoluzionari afgani. Con la messa fuori causa della direzione rivoluzionaria del Khalq e l'invasione sovietica, il PDPA perde la sua credibilità ideologica e la sua autorità morale.
Nel 1989, il revisionista Gorbaciov richiama le truppe sovietiche. Dopo la dissoluzione dell'URSS, imputabile al revisionismo moderno, i moudjahidine, nel 1992, sono in grado di prendere il potere in Afghanistan. La loro natura rapace si rivela presto: cominciano a combattere tra loro per il potere. Ma nessuno di questi gruppi di predatori è così forte per prevalere completamente sugli altri. Questa instabilità non da nessuna garanzia per poter attirare gli investimenti stranieri. Le compagnie petrolifere (ad es. l'americana UNICOL) cominciano a discutere con il governo pakistano e diversi gruppi di moudjahidine nella prospettiva di costruire un oleodotto che parta dall'Asia centrale, attraversi l'Afghanistan e sbocchi sul litorale di Makran, in Pakistan. Ma per poter realizzare questo progetto, che vale dei miliardi di dollari, ci voleva una condizione: un Afghanistan stabile.
I giganti del petrolio vogliono un Afghanistan unito e stabile
Per realizzare il progetto dell'oleodotto, l'esercito ed i servizi segreti pakistani (in particolare l'ISI - Inter Services Intelligence) formano i Talebani e li equipaggiano di una quantità di armi e di fondi ben più grande degli altri gruppi moudjahidine. Altri fondi ancora provengono dalla fabbricazione in Afghanistan dell'eroina, che viene in seguito venduta al Pakistan o esportata in Europa ed in Russia via Iran e Asia centrale. Nel 1996, i Talebani prendono il potere a Kabul. L'Uzbekistan ed il Tagikistan, infastiditi dall'influenza dei Pakistani e dei Talebani, sostengono l'Alleanza del Nord nei suoi tentativi di contrapporsi ai Talebani. Anche l'India è infastidita dal fatto che una vittoria totale dei Talebani permetterebbe, loro da quel momento, di dedicarsi al Kashmir (un territorio disputato tra l'India ed il Pakistan e dove gli stessi moudjahidine si trovano ad agire). Conseguentemente, anche l'India sostiene l'Alleanza del Nord.
Dopo anni di feroci combattimenti, i Talebani non arrivano ad impossessarsi completamente del potere. Le loro pratiche integraliste e la risonanza internazionale del loro militantismo inquietano l'India, il Tagikistan e l'Uzbekistan. L'Iran (sciita) è ostile ai Talebani (wahabiti) poiché i Sauditi ed i Pakistani sostengono il loro espansionismo. Conseguentemente, i Talebani non hanno abbastanza forza per poter unificare il paese. La situazione attuale vede numerosi " signori della guerra " alleati con paesi differenti e tutti cercano di unificare l'Afghanistan a delle condizioni favorevoli ai paesi che li sostengono.
E' triste costatare che questi signori della guerra ed i loro protettori continuano a battersi per il petrolio, la droga ed il potere, nel bel mezzo di tanta povertà e privazioni. In una società dove le donne non hanno nessuna libertà democratica fondamentale, questi gruppi non si preoccupano che d'impossessarsi dei mercati. Contrariamente alle immagini dei media che mostrano dei predicatori islamici dementi, c'è una logica triste in tutto questo sistema barbaro che non è molto differente dalla logica dell'accumulazione capitalista primitiva. Niente accade fuori da questa logica. Questo aiuta a comprendere perché gli USA hanno attaccato l'Afghanistan. Un attacco che provocherà tra 1,5 e 2 milioni di senza-tetto in più. Una contropartita equa di 2 milioni di senza-tetto per 6,000 vite. Gli imperialisti sanno che la bilancia degli "scambi" deve essere sempre in loro favore.
Perché gli USA attaccano l'Afghanistan ora?
Solo degli spiriti ingenui crederebbero che si tratti di una vendetta del dopo New-York. No, questi due milioni di senza-tetto sono necessari per unificare l'Afghanistan sotto il controllo americano e per gettare le basi dell'oleodotto. I Talebani si sono rivelati troppo "irrequieti" a causa delle loro ambizioni: un espansionismo islamico mondiale sostenuto dai Sauditi e dai Pakistani. Il loro integralismo, caratterizzato dal tribalismo, li ha isolati e attira troppo l'attenzione. Per questo, gli Stati Uniti preferiscono ora cooperare con un altro gruppo di moudjahidine e di monarchici: l'Alleanza del Nord ed il re Zaher Chah. Qualcuno crede che tra i due mali, bisogna scegliere il minore (l'Alleanza del Nord piuttosto che i Talebani). A nostro avviso, le due soluzioni sono da rigettare.
Che fare?
E' chiaro che le potenze straniere si sono troppo intromesse negli affari dell'Afghanistan e che non hanno portato altro che la rovina in questo paese. Il Partito Comunista degli Operai e dei Contadini del Pakistan pensa che tutti i comunisti devono prima di tutto distruggere l'influenza in Afghanistan delle classi dominanti dei loro rispettivi paesi. Questa deve essere una strategia comune per tutti i comunisti del mondo. Consideriamo ora le alleanze presenti.
- Il Pakistan sosteneva i Talebani.
- Il Tagikistan, l'Uzbekistan e l'India sostengono l'Alleanza del Nord.
- Gli imperialisti USA hanno sostenuto tutti i gruppi fondamentalisti in un'epoca o in un'altra, ma pensano che i loro interessi attuali saranno serviti meglio se sostengono l'Alleanza del Nord ed il re Zaher Chah.
Di conseguenza, è un dovere imperativo (ma non è l'unico) per i comunisti pakistani di denunciare il ruolo della classe dirigente pakistana nel piano di sostegno ai Talebani. Noi diventeremmo gli apologeti della classe dirigente pakistana se non ci opponessimo ai Talebani. Ma la nostra opposizione ai Talebani non può in alcun caso tingersi della retorica degli imperialisti americani o delle loro marionette pakistane. Visto il contesto storico attuale, noi dobbiamo giocare il ruolo sottile che consiste nell'opporci agli imperialisti americani ed alle loro marionette pakistane in modo tale che noi possiamo nello stesso tempo far capire al popolo il ruolo nella storia dell'integralismo. Noi dobbiamo mostrare la connessione esistente tra l'integralismo e la classe dirigente pakistana. Noi dobbiamo affermare che una vera lotta antimperialista è una lotta contro le classi dirigenti del Pakistan e dell'Afghanistan.
Allo stesso tempo, pensiamo che sia un dovere dei compagni indiani, uzbeki, tagiki di denunciare il ruolo giocato dai loro governi sostenendo dei moudjahidine integralisti come quelli dell'Alleanza del Nord. Farebbero il gioco delle loro classi dirigenti se non lo facessero o se cercassero di dipingere questi integralisti sotto dei colori più "liberali". Bisogna opporsi a loro con le unghie e con i denti, perché questi farebbero il gioco degli imperialisti che vogliono offrire una legittimità all'Alleanza del Nord ed al re Zaher Chah.
Noi crediamo allo stesso modo che i comunisti in Europa ed in America debbano opporsi nei loro paesi a tutte le guerre condotte, non importa in che paese, sotto il pretesto di combattere il terrorismo. Le più grandi macchine terroristiche del pianeta, gli eserciti imperialisti, non possono che seminare il terrore per installare i loro oleodotti. Se dei partiti europei o americani accettassero l'idea che i loro governi possano giocare un "ruolo progressista in Afghanistan" oggi, sarebbero colpevoli della peggior specie di sciovinismo sociale. Questo proverebbe che loro non comprendono niente dell'Alleanza del Nord o della storia dell'implicazione dell'imperialismo in Afghanistan.
Noi ci auguriamo che tutti i comunisti, dappertutto nel mondo, lottino gomito a gomito e si oppongano ad ogni attacco di un paese imperialista contro qualsiasi paese del terzo mondo. Questo non vuole dire che noi sosteniamo i Talebani. Noi sosteniamo il popolo afgano contro una macchina del terrore imperialista incomparabilmente più forte e più brutale che i Talebani.
Il Movimento antimperialista in Afghanistan ed in Pakistan
Molte persone in buona fede pensano che è meglio sostenere il "male minore" (l'Alleanza del Nord), poiché non c'è altra scelta. E' completamente sbagliato. In Afghanistan ed in Pakistan esiste un movimento comunista che lavora per una rivoluzione antimperialista. Questi movimenti sono repressi dalle classi dirigenti e dagli integralisti sostenuti dagli imperialisti, ma non sono stati eliminati del tutto. Queste circostanze difficili obbligano i partiti comunisti a lavorare nell'ombra. In Afghanistan, i comunisti sono totalmente clandestini. In Pakistan, il principale partito marxista-leninista è il Partito Comunista degli Operai e dei Contadini (CMKP). Esiste anche un Fronte dei Lavoratori (filo-Enver Hoxa, dirigente dell'Albania socialista), la Federazione nazionale degli Studenti (maoista), il Partito Laburista (trozkista), il Partito Popolare Shaheed Bhutto (democratico popolare) e numerosi altri partito antimperialisti. In Afghanistan, è ancora più difficile organizzarsi apertamente. Ma i comunisti hanno installato delle basi in Pakistan ed operano clandestinamente in Afghanistan. C'è l'Organizzazione Afgana della Liberazione (maoista), il PDPA Khalq e altri partiti democratici laici. I movimenti degli altri paesi possono aiutare queste forze antimperialiste impedendo l'intervento imperialista che appoggia l'integralismo anticomunista. Non aiuterebbero i comunisti pakistani ed afgani permettendo passivamente all'intervento imperialista di rafforzare, uno dopo l'altro, i gruppi integralisti. Le vere forze antimperialiste e marxiste-leniniste diventerebbero più forti nella misura in cui all'imperialismo sarà impedito d'intervenire in Afghanistan come in tutti i paesi del terzo mondo.
Conclusione
Solo il popolo afgano può decidere il proprio destino. Il fondamentalismo non può essere distrutto da nessun intervento imperialista. Può essere distrutto solo da una lotta popolare del popolo pakistano e afgano. Milioni di persone sono morte già per questo ed alter stanno ancora resistendo. Se il movimento antimperialista occidentale fosse in grado di fermare l'intervento in Afghanistan, farebbe un grande servizio a al movimento antimperialista in Pakistan ed in Afghanistan. Bisogna estirpare tutti i tentacoli sanguinari dal corpo della società afgana. Ogni compagno nel proprio paese deve lavorare per distruggere quel tentacolo che si alimenta nel proprio paese. Noi pensiamo che questa sia la corretta posizione marxista-leninista da prendere nell'attuale fase storica.
C.M.K.P. 17 novembre 2001
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